Chiedilo all’Editore – TerraRossa

Giovanni Turi - TerraRossa EdizioniEntrare rimettendo in circolo alcune opere di Dezio e Argentina, i giganti pugliesi usciti con Feltrinelli, minimum fax e Marsilio, non è cosa scontata. Ancora meno il puntare su uscite cercate con precisione, qualità e un tratto distintivo: quel logo centrale a sfondo monocromo. TerraRossa nasce, muove i primi passi, li affretta, si dà una regolarità: questo percepisce un lettore dall’esterno. Oggi visitiamo la stanza di bottoni, con Giovanni Turi, figura centrale della casa editrice, a spiegarci che cosa ci sia nell’involucro.

Turi, perché un’indipendente oggi? Con quali desideri viene concepita TerraRossa?

Le case editrici indipendenti occorrono per preservare la bibliodiversità, se poi questa sia una dimensione economicamente sostenibile ho qualche dubbio, ma è necessaria sul piano culturale. TerraRossa nasce col desiderio di ridare vita a opere del recente passato (collana Fondanti) e spazio a inediti (collana Sperimentali) che sappiano raccontare storie avvincenti attraverso una scrittura originale e consapevole – spesso invece la narrativa contemporanea opta per lingue impoverite e stili standardizzati.

Di cosa crede abbia bisogno la narrativa odierna?

Di scrittori autentici, ossia che sentano di voler e dover dare corpo alle loro storie ed espressione a dei personaggi a prescindere da ogni altra considerazione: la letteratura è già di per sé un’impagabile forma di intrattenimento e non occorre dirottarla verso le forme della serialità televisiva o l’immediatezza dei social network.

Leggiamo episodi divertenti in “vita da editor”, suo blog. Ci racconti qualcosa.

Ho immenso rispetto di chiunque dedichi il proprio tempo alla scrittura e proponga le proprie opere in valutazione, purché accetti il giudizio altrui e parta dal presupposto che sebbene siano in tanti a provarci sono in pochi ad avere talento; per cui esigere una risposta in pochi giorni o risentirsi qualora vengano cortesemente spiegate le ragioni di un rifiuto non sono le strategie migliori per farsi benvolere da un editore.

Cosa devono aspettarsi i vostri lettori nell’immediato futuro?

Due ripubblicazioni di grande valore: Il pantarèi di Ezio Sinigaglia e Adesso tienimi di Flavia Piccinni e in autunno l’esordio di Carlo Bertocchi che ha scritto un romanzo che fonde il film I Goonies con Io non ho paura di Ammaniti.

Cosa preferisce il Turi lettore?

Sono un lettore onnivoro che alterna classici e contemporanei, romanzi, racconti e saggi di critica letteraria, epistolari e raccolte poetiche. Mi piace quel genere di letteratura che, per dirla con Kafka, è “un’ascia per il mare ghiacciato che è dentro di noi”.

Ci racconti un passo di un libro che l’ha segnata.

“Dietro alla parola è il caos”, Henry Miller: credo sintetizzi bene il valore che do alla letteratura.

 

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