Intervista a Felicia Buonomo

 

felicia-buonomo-fotoQuali sono i tuoi maestri (non solo letterari: cinema, musica, arte figurativa, ecc.)?

Mi sento molto vicina a voci poetiche femminili, perché in esse sento la corporalità e la carnalità che tento di restituire anche nella mia poetica. Penso ad autrici come Marina Cvetaeva, Nina Cassian, Anna Achmatova, Chandra Livia Candiani e Mariangela Gualtieri. Ma sono tante le influenze, anche maschili, diventate punti di riferimento, come Mario Luzi, Cesare Pavese (poeta), Mahmoud Darwish. E discostandoci dalla poesia, nell’arte musicale, invece, sono molto vicina al panorama cantautorale italiano, penso a Fabrizio De Andrè, Rino Gaetano, Giorgio Gaber, Francesco De Gregori, Ivano Fossati. Del cinema amo le atmosfere e l’interiorità dei dialoghi tipici della Nouvelle Vague francese, in maestri come Jean Luc Godard o Francois Truffaut.

 

Quali poeti della tua generazione senti affini (per temi e/o scelte formali)?

Più che affini, esistono poeti della mia generazione (o poco più grandi) ai quali mi sento vicina per la loro capacità di raggiungere regioni della mia interiorità che io invece esploro poco o diversamente. Penso a voci come Michela Zanarella, che mette luce in ogni verso, senza mai urlare; alla grazia dei gesti poetici di Gisella Genna; o al garbo erudito di Davide Zizza.  Altri terreni di ispirazione e vicinanza li calpesto anche in chi, lontano da me nelle scelte formali, si è fatto rappresentante di quella che viene definita prosa breve, o prosa poetica, come Gherardo Bortolotti o Guido Mazzoni.

 

Cosa cambieresti del panorama poetico di oggi?

Non credo sia necessario cambiare qualcosa. Ognuno ha la sua voce ed è giusto che la porti avanti. Rischio di discostarmi, ma un tema interconnesso è invece l’approccio del poeta rispetto al panorama poetico in cui è inserito. E, anche se magari un po’ fuori tema, risponderei concentrandomi su questo. Ho sempre considerato la poesia un ponte, che unisce il poeta a universi emotivi e persone. Nell’attuale scenario poetico noto grande competizione, voglia di calpestarsi, in alcuni casi anche meschinità e – come mi ha detto una volta la cara amica poetessa, di una generazione decisamente diversa dalla mia, come Franca Alaimo – questo non può appartenere al vero poeta. Considero il poeta sempre un poeta civile (parafrasando alcuni versi di Pier Paolo Pasolini) e come tale ha la responsabilità di promuovere l’inclusione, l’aggregazione, aprire spazi di comprensione verso l’altro.

 

Quale pensi sia il ruolo di internet nella poesia contemporanea? 

Internet è un alleato della poesia, se pensiamo alla diffusione di riviste e blog letterari che, nel tempo, hanno contributo alla diffusione della poesia, un genere letterario da sempre considerato di nicchia, confinato tra gli “addetti ai lavori”. Promuovere attraverso la rete la buona poesia è quanto mai necessario. Certo è anche un terreno insidioso, che rischia di annebbiare la capacità di discernimento del fruitore, che potrebbe non saper distinguere tra chi fa poesia seguendo un percorso di studio e crescita letteraria costante, e chi invece si improvvisa, riuscendo ad intercettare (spesso inspiegabilmente) un pubblico di sostenitori. Questo vale per la poesia come per qualsiasi altro ambito. Non per questo dunque rinuncerei al contributo che Internet può dare alla diffusione della buona poesia, contemporanea e anche del passato.

 

Chi è Felicia Buonomo

Felicia Buonomo è nata a Desio (MB) nel 1980. Nel 2007 inizia la carriera giornalistica, occupandosi principalmente di diritti umani. Nel 2011 vince il “Premio Tv per il giornalismo investigativo Roberto Morrione – Premio Ilaria Alpi”. Alcuni dei suoi video-reportage esteri sono stati trasmessi da Rai 3 e RaiNews24. Pubblica il saggio “Pasolini profeta” (Mucchi Editore, 2011) e “I bambini spaccapietre. L’infanzia negata in Benin” (Aut Aut Edizioni, 2020). Cara catastrofe (Miraggi Edizioni, 2020), è la sua prima raccolta poetica. Porta avanti un progetto di street poetry sotto lo pseudonimo di Fuoco Armato, realizzando opere murali con proprie poesie. Altre sue poesie sono state pubblicate su riviste e blog letterari, come Atelier Poesia, La Rosa in più, Inverso – Giornale di poesia e altrove. Un suo testo poetico è stato tradotto in spagnolo dal Centro Cultural Tina Modotti. Scrive di poesia su Carteggi Letterari – critica e dintorni. Cura una rubrica dedicata alla poesia su “Book Advisor”.

 

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