Chiedilo all’autore – Elisabetta Gnone

Elisabetta GnoneOlga Papel è la protagonista di quella che fino ad oggi si presenta come una trilogia: “Olga di carta- Il viaggio straordinario”, “Olga di carta- Jum fatto di buio”, “Olga di carta- Misteriosa” (editore Salani) . Una ragazzina silenziosa e gentile, esile come un foglio di carta e con una dote speciale, quella di saper raccontare storie magnifiche. Proprio come quelle narrate da Elisabetta Gnone, una delle voci più belle e importanti della letteratura nazionale e internazionale dedicata ai ragazzi e non solo. Olga è l’ultima (in ordine di tempo) fantastica creatura nata dalla penna della scrittrice di origine genovese, che ci porta, con i suoi romanzi, in luoghi incantati, facendoci incontrare personaggi speciali e indimenticabili. Le sue W.I.T.C.H. hanno conquistato un successo planetario (la serie è stata pubblicata in ben 120 Paesi) mentre migliaia e migliaia di lettori continuano a viaggiare con la fantasia nel mondo magico di “Fairy Oak”, in cui Fata Felì è non solo la protagonista, ma la voce narrante di vicende che appassionano e fanno sognare.
Ed Elisabetta Gnone continua a liberare la sua fantasia e ad arricchire quella dei suoi lettori con le storie affidate alla piccola Olga di carta, i cui racconti sono tanto attesi dagli abitanti di Balicò, dove la bambina è nata e vive, e dai lettori che, immersi in pagine ricche di magia e poesia, si trovano a riflettere su temi reali e importanti dei nostri tempi, quali la fragilità, la vulnerabilità, l’importanza di credere in se stessi, il coraggio di seguire i propri sogni e di trovare il proprio posto nel mondo.

Olga Papel ha la dote speciale di raccontare storie magnifiche”. Quanto oggi, nella nostra società, è importante continuare a raccontare delle storie?

Tanto quanto è importante insegnare, educare, confortare, rassicurare, coccolare, poiché una storia ha il potere di fare tutto questo, creando nel contempo un momento intimo e prezioso fra chi racconta e chi ascolta. Che poi sarà un bel ricordo da conservare e con cui crescere.

Come nascono e come sceglie le storie da raccontare? E perché la scelta di dedicarsi alla letteratura per ragazzi?

Nascono da qualcosa che mi sfruculia dentro, un’emozione, un sentimento, una pulsione che diventa necessità di affrontare un argomento che in quel momento mi sta a cuore. Il fragile equilibrio che governa l’armonia, le fragilità che ci rendono umani… li trasformo in racconti, li vesto con metafore e così nascono le mie storie. Scrivo per ragazzi perché ho cominciato scrivendo per loro in Disney e ho scoperto che mi piace, mi dà soddisfazione, mi diverte ed è piacevolissimo e interessante incontrarli poi in promozione o per lavorare insieme sui miei libri.

I suoi romanzi nascono come letteratura per ragazzi. Non è forse un limite assegnare un’età ai libri e ai lettori, che, invece, dovrebbero far loro il diritto di leggere qualsiasi cosa?

Da un lato è così, ma lettori esperti e capaci di scegliere si diventa leggendo e al principio, soprattutto per un giovanissimo lettore, è importante non sbagliare, rischiando d’incappare in un libro troppo difficile o non adatto che rovinerebbe la scoperta del piacere della lettura. Serve anche agli adulti, per orientarsi nell’immenso panorama dei libri per ragazzi.

Credo che agli adulti potrebbe servire leggere un po’ anche libri per ragazzi, perché come scrive nell’ultimo capitolo delle avventure di “Olga di carta- Misteriosa”(pubblicato da Salani lo scorso ottobre), bisogna restare un po’ bambini per diventare degli splendidi adulti. E dovrebbero forse fare come “Misteriosa”, protagonista della storia che Olga Papel racconta a una sua amica che non ne vuol sapere di crescere, e fuggire dalla realtà per fare dei salti nei disegni.

Condivido assai la riflessione. Gli adulti possono trovare nei libri per ragazzi la speranza, che, personalmente ritengo, dovrebbe essere presente in un racconto giovanile, per trasmetterla ai giovani, affinché imparino ad averla e coltivarla. I ragazzi devono poter avere speranza e come loro anche gli adulti, no?

Come è cambiato nel tempo, secondo lei, il mondo dei libri e dei lettori? Quali sono le luci e le ombre e cosa serve a un Paese, in cui si legge sempre meno, per far crescere la voglia di leggere e far capire l’importanza ancora di raccontare e raccontarsi delle storie?

Domandona. Pensandoci, servirebbero dei mediatori che mettessero in contatto le scuole, per esempio, gli insegnanti, con le librerie e gli editori e gli scrittori. Tavoli d’incontro per selezionare nuovi libri da adottare nelle scuole. Calvino, Dahl, Agatha Christie erano grandissimi autori, ma è bene che gli insegnanti sappiano che sono usciti altri libri da allora. E poi smettere di chiedere ai ragazzi di fare la scheda o il riassunto dei libri che leggono. Io odierei leggere se dovessi riassumere ogni libro che leggo. E lasciar loro un po’ più di libertà di scegliere.

Una domanda, a questo punto, alla Gnone lettrice. Quali sono le letture che preferisce? E quali hanno avuto particolare influenza nella sua vita e nella sua scrittura?

Ultimamente amo le biografie e i saggi e leggo poco narrativa. Tengo un quaderno sul mio comodino su cui appunto frasi che mi piacciono perché sono scritte bene e questo mi aiuta poi nella scrittura. Non si finisce mai d’imparare. Come dico sempre ai ragazzi leggere è come giocare con i Lego: più mattoncini si hanno e si sa come legarli insieme e più belle saranno le nostre costruzioni.

Prima di salutarci, quali libri consiglierebbe ai lettori? Un titolo per ogni stagione.

Estate: “L’orto di un perdigiorno” di Pia Pera. Oppure, “Una parentesi luminosa- L’amore segreto fra Umberto Boccioni e Vittoria Colonna”, di Marella Caracciolo Chia.

Primavera: “Il giardino di Elizabeth” di Elizabeth von Armin; oppure “Giardini in tempo di guerra” di Teodor Ceric.

Autunno: “Il regalo del Mandrogno” di Ettore e Pierluigi Erizzo; oppure un classico o un bell’illustrato da sfogliare con calma.

Inverno: “Endurance. L’incredibile viaggio di Shackleton al Polo Sud”, di Alfred Lansing (da leggere sotto una coperta bevendo tè caldo). In alternativa è appena uscitoWilddi Reinhold Messner, che racconta la stessa storia dal punto di vista di Frank Wild, capitano della nave che restò incagliata tra i ghiacci del Polo Sud.

 

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