Rossetto sulla guancia

Rossetto sulla guancia di Mattia Bagnato   È difficile pensare con lucidità quando dentro di te ti senti invaso da un’oscurità così fitta, tanto densa che non riesci nemmeno a riconoscere le distanze tra un’idea ed un’altra. È come saltare da un palo all’altro trovandosi sospesi a decine di metri d’altezza, …

Il valore delle parole

Il valore delle parole di Elisa Mantovani   “Prego, si accomodi” disse l’uomo seduto dietro la grande, lucidissima scrivania. Piero fu colpito prima dall’ordine che vi regnava sopra: niente ammassi di cartelle, fascicoli affastellati l’uno sull’altro sempre in procinto di cadere rovinosamente a terra. Poi fu colpito dal viso dell’uomo …

Bucarsi regolarmente

Bucarsi regolarmente di Graziano Gala   Che fatica, signori, che fatica. Con questa miopia che mostra tutto attraverso bicchieri lavati male e asciugati peggio. Con questi respiri lunghi corti sproporzionati. Con queste dita affannate ed eccessive per una azione che richiederebbe un orologiaio. Con questa lancetta che corre mozzandoti i …

Filippo e Philippe

Filippo e Philippe di Annarosa Tonin   A quest’ora dovremmo essere già arrivati, ma Filippo si ferma a ogni nicchia del sottopassaggio, rifugio di disperati. Gli dicono tutti che ha gli occhi di un cerbiatto, che ama stare nascosto e farsi vedere di nuovo quando meno lo si aspetta. I …

Occhi a capo

Occhi a capo di mapo   I suoi occhi attenti seguivano le parole che con cura erano state piazzate sul muro. Il mio interesse per lei era decisamente maggiore. Non avevo assolutamente voglia di investire le mie poche energie in un’azione che in quell’istante non ritenevo necessaria. Tutto ciò che …

Naufragi

Naufragi di Ottavio Mirra   L’amministratore, esaurita la relazione, ha accordato la parola ai condomini. Il sig. Moreau, inquilino del terzo piano scala F, di lontane origini fiamminghe, ha tanto da dire e si è iscritto a parlare. Si è preparato a puntino. Nel pomeriggio davanti allo specchio ha ripetuto …

Le ortiche

Le ortiche di Orazio Cozzubbo   Qui tra le ortiche, dove tu mi hai gettato, non si sta poi tanto male. Sono talmente fitte e diffuse da ricoprirmi per intero e quindi posso benissimo rimanervi nascosto. E se nessuno mi vede, posso starmene aggrovigliato nella mia autocommiserazione e piangere  copiose lacrime …