Chiedilo al libraio – Diari di Bordo

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di Tiziana Cazzato

 

Viaggio real- virtuale (in Italia ) per librerie (in Italia)

Mi piace definirmi una turista per libri e infatti, da qualche anno a questa parte (per quel poco che posso permettermi da insegnante assai precaria), viaggio per festival e rassegne, e quando arrivo in una nuova città visito le librerie come fossero monumenti. 

Certo, se viaggiassi di più, quello che definisco un viaggio real-virtuale per librerie in Italia sarebbe semplicemente reale e io sarei molto più soddisfatta. Avrei anche la possibilità di incontrare e parlare vis à vis con i librai, respirare e ascoltare le loro storie, condividere e assaporare la loro passione,  farmi accompagnare da loro in viaggi immaginari o metaforici perché, come leggo nella pagina della libreria con cui inauguriamo questa rubrica anche leggere un libro, in fondo, è come fare un bel viaggio, che al termine lascia la medesima sensazione di nostalgia, se si è abbastanza pazienti da arrivare in fondo.

Il nome stesso della libreria che sorge nel cuore del centro storico di Parma è, in fondo, un invito a viaggiare, e infatti entrando in Diari di Bordo si trovano tanti libri dell’editoria indipendente di qualità, appunto, “per viaggiare”.

Una libreria che fa sognare, imparare, crescere, anche attraverso l’incontro con l’altro. Una libreria che parla di mondi più o meno lontani, più o meno sconosciuti.

Una libreria, aggiungo, che sa coinvolgere in modo reale anche attraverso la realtà virtuale, perché la gentilezza, il sorriso, la professionalità sono doti che non conoscono confini. Antonello Saiz e Alice Pisu, infatti, riescono a raggiungere i lettori, a incuriosirli, ad appassionarli ai libri di cui parlano e che promuovono attraverso post imperdibili e foto d’artista davvero originali. E fa venir voglia di trasferirsi nella cittadina emiliana anche solo per poter partecipare agli incontri con gli autori, agli eventi che organizzano con professionalità  in quello che viene descritto da chi lo frequenta come «un piccolo teatro di buon gusto e passione . Un luogo di coraggio, davvero raro».

Cominciamo dal principio. Qual è la prima pagina scritta sui “Diari di bordo” della vostra libreria?

La prima pagina da scrivere sul Diario della nostra libreria parte da due parole molto forti. Lettura e Licenziamento.
Siamo tutti e due grandi appassionati di lettura. Ci siamo conosciuti in un’altra libreria nella quale lavoravamo da dipendenti ed è subito stato colpo di fulmine, con le letture a fare da collante a un magnifico rapporto di amicizia e complicità. Poi è arrivato il licenziamento inaspettato. Una botta. Eravamo librai, sapevamo fare bene solo quello. E allora ci siamo chiesti come evitare di disperdere prima di tutto il capitale umano. Così abbiamo pensato di investire tutti i nostri risparmi in una libreria tutta nostra. Ed ecco allora che questa pagina di Diario ha una data precisa, 13 settembre 2014 e l’inizio di una grande avventura. 

Qual è la pagina più difficile che avete dovuto scrivere sui vostri “Diari di bordo”?

La pagina più difficile è una pagina lunga sei mesi. Parte dal 24 maggio 2016 e termina il 9 dicembre di quello stesso anno. La nostra avventura era partita, in realtà, declinata in quattro, accanto a me e Alice c’erano i nostri compagni di vita. Nel dicembre del 2016, Igino, il mio compagno di vita dal 1994 è venuto a mancare a causa di una leucemia fulminante. Nell’arco di soli sei mesi la sua giovane vita si è consumata completamente. Lui era parte integrante della libreria. I libri, Alice e i Diari sono stati il mio conforto. La mia unica possibilità di ricostruire tra le macerie, sapendo di poter contare su di lei, verso la quale Igino nutriva un affetto e una considerazione profonda. Ecco perché oggi la libreria è ancora il motivo per poter continuare ad andare avanti, pensando sempre al  progetto iniziale disegnato insieme. 

Qual è invece la o una delle pagine più divertenti del vostro viaggio come libreria?

Di pagine divertenti si compone la nostra avventura quotidiana. Sicuramente le pagine più divertenti in assoluto ed emozionanti sono state la giornata di premiazione da parte del Centro per il Libro e la Lettura del Mibact nel 2015 e poi quella del dicembre 2018 in cui siamo stati ricevuti alla Camera dei Deputati come una delle migliori trenta aziende italiane capaci di saper comunicare sui Social. Di pagine di divertimenti semplici, come siano noi due, è pieno poi il nostro Diario della vita. Ritrovarci davanti a un bicchiere di vino a raccontare di noi, a progettare viaggi insieme, serate malandrine in cui ridere spensierati, cene con gli amici dove fare il nostro teatrino buffo. Oggi la libreria ha quasi sei anni di vita. Per noi è stato importante differenziare l’offerta in questi anni in nome dei nostri clienti che sono molto esigenti, attenti a ciò che consigliamo. Ma per noi è importante anche strappare sorrisi e risate di gioia in un clima poco formale e molto familiare. 

Fra difficoltà e fascino, fra sogni e nuove sfide, con il sorriso e una grande dose di coraggio,  cosa appunta oggi sul suo “diario di bordo” un libraio (un leggistorie e inseguitore di sogni come ama definirsi Antonello)? E cosa si inventa per resistere e  diffondere il valore, l’importanza e la cultura della lettura?

Cosa appuntiamo oggi sul Diario? La parola Resistenza, perché passano gli anni ma io e Alice l’elmetto in testa da partigiani resistenti non lo togliamo. La forza di una libreria Social come la nostra è tutta nella capacità di resistere, oltre che al fatto di saper dialogare e comunicare sui Social. La nostra piccola grande libreria indipendente specializzata in letteratura di viaggi è costituita essenzialmente da una ossatura che deriva dalla grande capacità di Resistenza. Capacità che si è tradotta nell’essersi saputi reinventare come librai. O per meglio dire trasformarsi in Social librai. Accanto al negozio fisico da un po’ di anni ne associamo un altro grande quanto il mondo intero. Dialoghiamo costantemente con la community sui Social: Facebook, Instagram, Twitter. Siamo nel cuore di Parma, in quel centro storico crocevia di mille volti e storie. Il nostro quartier generale prende il nome di Diari di Bordo, con oltre ottomila volumi raccolti in cinquanta metri quadrati, ma dialoghiamo in Rete con il mondo intero e con lettori sparsi ovunque. E poi vendiamo dal vivo, perché i clienti passano fisicamente in libreria. La community di lettori e acquirenti partecipa, trasformandosi in comunità fisica. Abbiamo clienti che ci seguono sui social e poi ci passano a trovare in libreria. Intercettiamo i lettori forti (ma pure il pubblico dei non lettori) con la Rete, e con il nostro saper dialogare e divulgare li appassionano alla lettura. Questo è quello che quotidianamente ci inventiamo per dare valore alla parola Cultura e Conoscenza. 

E  non poteva mancare una vostra considerazione (spontanea) sulla tanto attesa legge sulla lettura, approvata in maniera definitiva dal Parlamento nei primi giorni di febbraio. Quali gli scenari che si prospettano? Quali sono le speranze, i timori? Cosa si potrebbe ancora fare, secondo voi?

Erano anni che aspettavamo questo momento. Una legge per la promozione della lettura approvata all’unanimità è stata una grande vittoria per chi ama i libri e non vuole svenderli, per chi vuole valorizzare il lavoro di autori, traduttori, redattori, librai, editori. Un freno allo strapotere di Amazon e i grandi gruppi che fin qui alterava la concorrenza. Un libro va comprato perché è bello, o utile, non perché è più scontato. Questa legge significa restituire certezze ed equità al mercato, per dare forza alla promozione della lettura. Abbassare il tetto di sconto al 5%, in linea con Francia, Germania, Spagna e l’Europa che legge , significa dare respiro a realtà come la nostra. Certo questa legge non è la soluzione di tutti i problemi dell’editoria italiana, e tanto meno degli umilianti indici di lettura dell’Italia, ma sicuramente è un ottimo segnale di inversione di rotta. C’è ancora molto da lavorare soprattutto per dare maggior sostegno e visibilità, ad esempio, a quell’editoria indipendente che significa nicchia di mercato, ma anche qualità. 

Entro per la prima volta nella vostra libreria e non so bene cosa cercare. Chiedo a voi, certa che mi aiuterete a trovare ciò che non sapevo di volere. Con quali libri uscirò da “Diari di bordo”?

Se entri in libreria devi sapere che Antonello e Alice, da quel giorno dell’apertura, scommettono molto sugli scrittori giovanissimi, su quelli meno conosciuti e anche sugli autori di quei libri che la grande editoria ha messo da parte. Ci piace l’idea di scommettere e poter allungare il ciclo di vita del libro, ma anche quello di un autore, dando un’alternativa di valore. Per cui il consiglio di oggi è su tre libri di ragazzi molto molto molto giovani. Trentenni, o quasi, pieni di talento come Alessio Forgione e il suo Giovanissimi  edito da NN Editore, Giovanni Bitetto e il suo Scavare edito da Italo Svevo-Gaffi , e Alfredo Palomba e il suo Teorie della comprensione profonda delle cose  edito da Wojtek edizioni. Non è un caso che Paloma e Forgione siano stati entrambi menzionati al Premio Strega 2020 e tutti e tre siano finiti in posizioni molto alte delle Classifiche di qualità de L’Indiscreto.

(Antonello Saiz, Alice Pisu, libreria, Parma, Libreria Diari di Bordo, Centro per il libro e la lettura, librai, libreria indipendente, L’Indiscreto)

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