La danza

La danza - Mirko Corto AntonilliLa danza

di Mirko Corto Antonilli

 

Come ogni mattina – cazzo ogni mattina! – lo stesso percorso.
Ogni mattina lo stesso tragitto.
Estate, autunno, inverno e primavera, scorrevano attorno e la malinconia si faceva sempre più soffocante. Era quasi un piacere arrivare al molo, vederla e sentire la morsa cedere pian piano. Non mancava mai un appuntamento, era sempre seduta lì, sulla sabbia, e le stagioni le scorrevano attorno.
Non era bella, fisico asciutto, forse anche troppo, qualche ruga attorno agli occhi ed un neo gigantesco sul collo, quasi una macchia, le dita lunghissime che sembravano inseguire le loro stesse ombre. Era così schifosamente malinconica che una misera scopata non sarebbe bastata a farla svanire.
Non appena giunto al molo, poggiavo il piede sinistro sulla sabbia, lei si alzava e iniziava a passeggiare, tre passi a sud e quattro a nord e così via, quasi avesse capito che ero lì ogni giorno per la sua danza.

La rividi che erano passati ormai anni da quel giorno. Forse le ero ormai irriconoscibile, sicuramente aveva dimenticato, ma era ancora lì, ogni mattina era lì e anche io, senza avere il coraggio di avvicinarmi. Lei danzava, tre passi a sud e quattro a nord.

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