Alla faccia del buongiorno!

Alla faccia del buongiorno - Luna VanigliaAlla faccia del buongiorno!

di Luna Vaniglia

 

Non so che ore sono ma percepisco il tiepido sole di fine primavera sulla pelle nuda, quindi è mattina; la casa è vuota, sotto la testa il cuscino morbido ed un lenzuolo leggero a coprirmi un po’. Mi trovo in quella fase di dormiveglia dove il mondo intorno non esiste, potrei essere ovunque, tutto é così ovattato e confortevole…
La mente vuole aggrapparsi al sogno che stava facendo ma d’improvviso piomba nella realtà. Sento una mano sfiorarmi la coscia, come a volermi portare in un nuovo sogno, ancora più piacevole di quello precedente. Non riesco a resistere e mi lascio trascinare dalle emozioni, indietro, nel nuovo sogno che la mano dona ai miei sensi. Le palpebre incollate tra loro non vogliono aprirsi e la mente si crogiola a quelle tenerezze ormai dimenticate da tempo. La mano prosegue leggera per tutta la gamba, arrivando fin sulla punta delle dita dei piedi per tornare indietro, passando fluidamente da una gamba all’altra, seguendo un suo percorso immaginario; su fino alla pancia coperta dal lenzuolo, diffondendo un calore insolito al mio corpo.  Vorrei aprire gli occhi ma la mia volontà è sempre più debole, sopraffatta dalle emozioni di questo mio corpo di donna. Qualcosa mi dice di abbandonarmi a quelle mani così dolci ed insinuanti, mi sembra di riconoscerle. Si, so di chi sono certo! Come potrei non saperlo?
Faccio un tuffo nel passato… e allora… ma… ma si, certo, è… è lui! Riconosco i suoi capelli che mi accarezzano come tanti anni fa, ma… ma allora sei tornato: amore mio, amore mio! Vorrei tanto abbracciarti ma no, non subito, continuo a fingermi addormentata, vediamo come mi sveglia questa volta, se si ricorda…
In un attimo, come tante scene di un vecchio film, torna il passato, forte come sempre, come lo sono i ricordi più cari:
“Sicuramente è entrato dalla finestra come faceva quando eravamo fidanzati, se è tornato vuol dire che mi ama, che sono sempre rimasta nei suoi pensieri come lui è sempre rimasto nei miei. Finalmente! Lo sapevo io, me lo sentivo che sarebbe arrivato un giorno in cui saremmo potuti tornare insieme!!! Amore mio, quanto ti ho aspettato… Ma adesso sei qui con me, finalmente potremo avere la vita che abbiamo sempre sognato, saremo una vera famiglia io e te. E se vuoi questa volta potrei anche accettare di sposarti. Visto? Ho ancora le foto di noi due abbracciati tra i mille piccioni di Firenze, i biglietti dei concerti ai quali siamo stati, la prima volta che da soli abbiamo preso il treno per arrivare fino al mare e siamo tornati indietro prima di vederlo presi dalla paura che ci scoprissero, come eravamo ingenui! Torneremo a vivere quei momenti magici e… e… e che bello sarebbe avere un figlio tuo! O meglio due: un piccolo te e una piccola me che giocano felici in riva al lago mentre noi li guardiamo sorridenti da sotto l’ombrellone. Amore mio, quanto mi sei mancato, quante notti ti ho sentito accanto a me, sulla mia pelle anche se il letto era vuoto. Le tue mani non hanno mai smesso di esplorare e sentire il mio corpo come io ho sempre sentito il tuo, quante volte ti ho desiderato ed ho gridato il tuo nome per farti tornare da me! Ma finalmente eccoti, le tue mani su di me come sempre, ansiose di ricordare e scoprirmi di nuovo, ogni millimetro per cercare i cambiamenti del tempo e ritrovare quell’intesa tutta nostra che ci faceva girare la testa. Quanto tempo ho aspettato questo momento, ma sapevo che saresti tornato da me, lo sapevo. La chiave è sempre rimasta nascosta nel solito posto per te e tu sei andato a cercarla e sei tornato da me! Quanto ti amo, quanto ti ho amato e quanto ti amerò ancora! Oh amore mio, se solo sapessi! Quante cose sono cambiate da quel triste giorno che ci separarono… quanti pianti su questo letto. No non voglio ancora aprire gli occhi, voglio lasciarmi un po’ coccolare da te, voglio farti fremere e tremare, e farti scoprire da solo che non ho mai smesso di essere tua.”
Non posso resistere, cedo a questa tentazione, mi gira un po’ la testa e mi sento come sollevare leggera, come quando lui mi sollevava da terra per stringermi forte tra le braccia e mi faceva fare una giravolta: perdevamo l’equilibrio e cascavamo a terra tra grandi risate per tornare ad abbracciarci e baciarci.
Inarco la schiena, tiro la testa indietro ed allungo una gamba per riprendere consapevolezza del mio corpo. Ancora ad occhi chiusi, ammaliata dall’estasi che mi pervade, allungo e divarico l’altra gamba, per invitare quelle mani a regalarmi ancora brividi. Vorrei che si avvicinasse, vorrei sentirlo stretto a me, vorrei ritrovare il calore umido delle sue labbra, sentire ancora che mi pretendono, e mi accarezzano, e mi afferrano per tenermi ancora stretta a loro, come è sempre stato. Nessuno sa baciare bene come lui. Abbiamo sempre vibrato alla stessa frequenza, è sempre esistita una connessione cosmica tra noi che non ci ha mai lasciati veramente e mai più potrà lasciarci.
Assaporo il vento tiepido di primavera sfiorarmi ma i brividi sono dovuti solo alle sue mani. Gli uccellini stanno cantando, mi sento al sicuro, non ho motivo di temere niente ed il mio abbandono è totale, so che adesso tutto tornerà a posto.
Un colpo improvviso di vento fa sbattere la finestra sopra di me, le mani svaniscono inafferrabili, una ventata gelida investe il mio corpo, apro gli occhi spaventata e rapidamente si scioglie l’incanto, mi alzo dal letto per guardarmi intorno e…TU-TÙM! Sbatto fortissimo la testa contro l’angolo della finestra, aperta dal vento e che mi provoca un dolore lancinante sulla fronte. Sento la testa che rimbomba, il cervello sembra essersi spostato, ahiahi che male! Mi guardo intorno per cercare la presenza di lui ma vedo solo le tende svolazzare, come a volermi prendere in giro, sbattendomi letteralmente in faccia la cruda e nuda realtà: la stanza è vuota, lui si è dissolto, mi é rimasto solo il freddo, il senso di vuoto ed il dolore alla testa. ‘Azz… com’é dura la realtà.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *