Charlie non fa surf

Charlie non fa surf - Giuseppe CatanzaroCharlie non fa surf

di Giuseppe Catanzaro

 

Giulio Cernini è un venticinquenne neo laureato in legge. Come tanti, è un trapiantato, uno che ha lasciato la sua terra, la bellissima Sicilia, per andare a studiare in quel di Roma e, come spesso accade agli studenti fuori sede, finisce per restarci a vivere. All’indomani della laurea si trova davanti alla necessità di svolgere la pratica forense presso lo studio dell’Avvocato P. “Centosessantasei centimetri di cattiveria avvolta in un tailleur grigio scuro come il malumore”, per dirla con le parole del protagonista.

«Dottor Cernini, lei ha fatto il liceo classico, vero?».
Rispondo subito di sì e mi preparo alla prima gratificazione lavorativa della mia vita.
«Si vede…» continua lei.
Ecco quello che ci voleva dopo un weekend mesto e debosciato: una bella soddisfazione lavorativa. Lo dirò subito ai miei, saranno contenti.
Il mio primo atto, il mio primo successo, un lavoro pulito, semplice ma impeccabile, tale da convincere addirittura l’Avvocato P. Lo dirò ben contento al Dottor C. e lo farò star male dall’invidia. Comprerò una bottiglia di vino, credo. Sì, un bel rosso che mi succhierò a cena tutto d’un fiato.
Poi lei riprende a parlare da dove aveva interrotto. «Si vede… si vede che l’istruzione è allo sfascio in questo paese».
Rimango a bocca spalancata.
«Si vede che ci sono dei problemi strutturali nella sua preparazione».

In questa avventura il dott. Cernini è affiancato dal Dott. C., già compagno di università; la dolce, apatica, post-adolescenziale università, il recente passato dai toni ormai mitici.
Il praticantato trova il protagonista emotivamente impreparato: ai bagordi, alle serate di festa e alle giornate passate nel letto a recuperare dai postumi, si sostituiscono le levatacce mattutine, le corse sulla Mini d’epoca, i parcheggi improbabili, gli insulti dell’Avvocato P. e le lunghe giornate spese a presentare ricorsi, recuperare documenti, affrontare Cancellieri nei meandri dell’Impero della Carta.
La vera domanda è come si possa sopravvivere ad un’età adulta a cui non abbiamo aspirato e a cui nessuno, veramente, è riuscito prepararci.

Una storia dura? No, non proprio: realistica, senza filtri, questo sì. Il tono del romanzo e il gusto dell’ironia così marcato tuttavia, fanno del libro di Giuseppe Catanzaro una lettura scorrevole, estiva, ma non scontata. “Charlie non fa surf” parla delle difficoltà della vita adulta, è vero, ma lo fa senza un minimo di pietismo. Si ride, sempre, talvolta anche rumorosamente, con tanto di occhiate interrogative da parte degli ignari astanti.
Charlie non fa surf” è un elogio all’imperfezione, al mutamento, all’impossibilità di mantenere i piedi saldi ed una direzione ben precisa.
E quando tutto sembra andare bene, e non collimare più con quello che della vita giovanile so io, si torna invece con un balzo nella familiarità dell’indeterminatezza, nell’eterno e quasi rassicurante nido dell’inquietudine. E infine mi ritrovo.

Giuseppe Catanzaro, al suo romanzo d’esordio, dimostra di aver tanto da dire e di possedere una scrittura unica, dotata di una chiara personalità unita ad una comicità intrinseca, che ci fanno sperare in una nuova prova letteraria. Se è vero che c’è bisogno di sdrammatizzare in questa vita, Giuseppe Catanzaro sa come farlo.

Edito da: Elliot Edizioni

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