Fuoco fatuo

Fuoco fatuo - Alberto BüchiFuoco fatuo

di Alberto Büchi

 

È vero che si dice di non giudicare mai un libro dalla copertina, ma quando sulla copertina c’è un cuore anatomico, che ricorda tanto quello del Loggione Letterario, non si può che maturare una certa curiosità e parimenti una certa aspettativa nei confronti del volume che si tiene in mano. È con questo spirito che, armata di matita, in appena due giorni ho letto le 310 pagine del secondo romanzo di Alberto Büchi, “Fuoco fatuo”.

Gianbattista è appena un bambino quando il padre, custode di un cimitero di campagna e unico genitore superstite, si accorge che in lui c’è qualcosa di anormale ed inquietante: Gianbattista infatti non prova alcun tipo di dolore fisico. A questa particolarità che, nell’ambiente rurale degli inizi del Novecento, è associata a qualcosa di maligno e stregonesco, Gianbattista unisce un’incapacità totale di provare emozioni, vuoi per l’anaffettività del padre, vuoi per qualche inspiegabile meccanismo della sua mente. Nonostante i tentativi di protezione messi in atto dal genitore, che di fatto sfociano nell’isolamento dal resto della comunità, nel protagonista maturerà la curiosità verso ciò che sta al di là delle mura del cimitero. Non accontentandosi della visione ristretta del mondo e delle cose umane impostagli dal padre al monito di “Ti brucerebbero!”, Gianbattista è determinato a scoprire che cosa davvero siano il dolore e le emozioni umane. Il percorso per giungere a questa consapevolezza avrà tuttavia dei risvolti foschi e rosso sangue.
Quale modo troverà Gianbattista per sperimentare il dolore? Che ruolo ha in tutto ciò la bella e dolce Anna?

Fuoco fatuo” è un romanzo che attraversa i generi letterari, li fa propri, li trasforma e ne esce magnificamente. Fantastico, romanzo di formazione, horror, l’opera di Alberto Büchi cattura il lettore con una forza dettata da una trama che non lascia spazio a tempi morti e da una scrittura che risente in maniera positiva della formazione cinematografica dell’autore. Per quanto i moti dell’animo di Gianbattista siano i veri protagonisti del romanzo, Büchi non cade mai nella tentazione di farsi psicologo: la mente di Gianbattista si fa concreta per mezzo delle azioni che egli stesso compie, ed è davvero con i suoi occhi che il lettore vede ciò che accade nel piccolo paesino piemontese che fa da sfondo alla storia.

Alberto Büchi riesce a mettere in scena, con una scrittura scorrevole da romanzo americano, una storia che resta credibile anche nei punti in cui più tende al fantastico. Una storia da leggere assolutamente.

Per NeroPress l’autore ha pubblicato anche il romanzo “L’Eroe delle Terre Morenti”, edito anche Stati Uniti con il titolo “Frontier Wanderer”.

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