I quattro enigmi degli eretici

I quattro enigmi degli eretici Armando ComiI quattro enigmi degli eretici

di Armando Comi

La storia

Siamo a Roma, nel Tardo medioevo, una città piagata dal contrasto tra papi e baroni, in cui si muovono due misteriose sette accomunate da un unico fine: trovare lo Speculum in Aenigmate, un prezioso manufatto realizzato con la pietra incastonata nella corona di Lucifero all’atto della creazione del mondo, quando era ancora uno dei cherubini di Dio. Lo Specchio sembra racchiudere in sé il potere di cambiare le sorti dell’umanità ed è quindi al centro di una contesa all’ultimo sangue, una guerra che non riconosce innocenza. Di questa corsa verso lo Speculum il  protagonista assoluto, guidato dai fili invisibili tirati da tale Pseudo di Gerusalemme, un bambino di quattro anni, è Cola di Rienzo, il prescelto.

Il Cola di Rienzo storico

Cola di Rienzo è il personaggio da romanzo per antonomasia, già preso per quello che è stato storicamente: un uomo di ideali talmente forti e persino eccessivi da sfociare, se si vuole, nel delirio. Un uomo di cui tutti, nel bene e nel male, hanno parlato, protagonista consapevole del proprio tempo.
Nato a Roma da una famiglia di umili origini, il giovane Cola si fa notare per la vivace intelligenza, che lo porta a divenire notaio e ad essere inviato ad Avignone, presso papa Clemente VI, come ambasciatore. Cola di Rienzo non tarda a manifestare il proprio disprezzo per i nobili romani, colpevoli a suo dire della decadenza della Città. Tali esternazioni, di una certa veemenza coerente con il personaggio, attirano su di lui le ire delle famiglie più potenti dell’epoca, tra cui quella del Colonna.
Eppure Cola, abile oratore, sentendosi predestinato a risollevare le sorti della Città eterna, riesce a salire al Campidoglio con l’idea di fare di Roma un Comune. Ma non è tutto oro quel che luccica…

Il romanzo

“I quattro enigmi degli eretici” è un romanzo storico accattivante, un thriller che tiene il lettore incredibilmente legato alla pagina dall’inizio alla fine e in cui le vicende storiche si mescolano con la potenza immaginifica di Armando Comi. L’autore ha dalla sua una preparazione ed una competenza di indubbio pregio, che gli permettono di intermezzare le vicende del romanzo con delle vere chicche di storia e di cultura, non perdendo mai la capacità di mantenere il linguaggio fresco e godibile. Non c’è niente di più difficile, ve lo assicuro, che essere semplici nella scrittura. Dietro all’apparenza del thriller Comi riesce a trattare anche temi importanti che, se spogliati dalla veste storica, sono attualissimi. Ne è un esempio questo bel passo:
Baroncelli si riempì i polmoni di gelsomini freschi e terra arida, e dopo un breve silenzio spiegò: “Non esistono i guelfi e i ghibellini”, poi tacque ancora un poco. “Esiste una maledizione, una maledizione che porta noi uomini ad avere bisogno di un nemico. Non importa che si chiami guelfo o ghibellino, purché sia un nemico. Credi che quando tutti i ghibellini saranno morti, i guelfi saranno felici? No, non è così. Gli uomini si divideranno tra di loro e si daranno altri nomi… rossi e neri, cristiani e musulmani, Nord e Sud… non importa, è del tutto indifferente. Quel che importa è la maledizione del nemico.[…]”

L’autore 

Armando Comi è nato a Catanzaro nel 1978. Laureato in filosofia e Dottore di ricerca in Storia della Filosofia, ha pubblicato diversi saggi relativi a movimenti ereticali e simboli profetici.

Edito da: Newton Compton

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