SalTo18 – Intervista a Marcella Nigro

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intervista a Marcella Nigro

 

Finalmente, tra post Salone ed altre peripezie narrative, riusciamo a pubblicare l’intervista integrale a Marcella Nigro, autrice del noir erotico , e prossima ad una nuova pubblicazione dal titolo ancora misterioso. Marcella ha ricevuto quattro riconoscimenti internazionali per la sua prima pubblicazione: l’ultimo in ordine di tempo è stato motivato dal fatto che, secondo la giuria, “L’intimo segreto dei McFinn” apre la strada ad un nuovo genere letterario. Ecco cosa abbiamo chiesto alla carismatica Marcella.

Quando hai iniziato a scrivere?

Da piccola volevo fare la scrittrice, ma una volta arrivata alle superiori, davanti alla scelta su che cosa fare nella vita, eravamo negli anni Ottanta, mi sono orientata su qualcosa che potesse darmi un lavoro. Sono diventata operatore turistico, ho imparato bene l’inglese ed il tedesco, e appena ho terminato gli studi sono diventata assistente di direzione, lavoro che svolgo tuttora a Bologna. Però qualche anno fa ho deciso di ritrovare la passione per la scrittura, e così ci ho provato. Una mia cara amica è stata talmente colpita dal mio manoscritto, quello che poi è diventato “L’intimo segreto dei McFinn”, che tutti i giorni, per un anno intero, mi ha ripetuto che avrei dovuto pubblicare. Mi ha presa per sfinimento.

Parlaci della genesi del tuo romanzo.

È una storia che avevo in mente da vent’anni, in particolare il finale. È quello che mi ha dato il via. Ho sempre voluto leggere una storia del genere, sono una lettrice fanatica. Dal finale sono andata a ritroso e ho ricostruito la storia.

Ci hai detto che a breve uscirà il tuo prossimo romanzo. Hai voglia di darci qualche anticipazione?

Si tratta sempre di un giallo erotico. Io mi ispiro molto ad Agatha Christie, sia nelle ambientazioni che nello stile. Mi piace l’idea che ci siano pochi personaggi, che l’ambiente sia circoscritto e che uno dei personaggi sia l’assassino. Il lettore deve trovarsi a fare una propria indagine, tra indizi veri e falsi. Alla fine è il detective (in questo caso si tratta di un funzionario di Scotland Yard), che svelerà a tutti i presenti  l’assassino, il movente e i complici.

Quanto coraggio ci vuole per una donna a buttarsi nella letteratura erotica?

Tanto, perché in Italia ci sono ancora tanti tabù. Penso che sia importante parlare delle cose affinché facciamo meno paura.

“L’intimo segreto dei McFinn” si basa molto sul dialogo. Quanto è difficile creare un dialogo credibile?

Per me è molto semplice. Scrivo ciò che amo leggere. Odio la prolissità, non mi piacciono le descrizioni troppo lunghe, perciò nel mio romanzo, che di fatto è un romanzo breve di poco superiore alle 100 pagine, in ogni pagina accade qualcosa. Il voler essere incalzante ha richiesto necessariamente un ampio ricorso al discorso diretto.

Perché un noir erotico?

Perché ho voluto distinguermi, perché credo che bisogna parlare del sesso come del tempo che cambia. Siamo ancora troppo indietro, anche nell’educazione che impartiamo ai nostri figli. Inoltre l’aspetto erotico del noir dà degli indizi al lettore: il noir sottolinea gli aspetti psicologici dei personaggi, mentre i comportamenti sessuali dei protagonisti danno indicazioni su chi essi sono davvero, perché solo nell’appagamento dei desideri carnali sono realmente loro stessi, senza maschere.

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