Meglio far schifo tentando di innovare che esser perfetti a ricalcare

Meglio far schifoMeglio far schifo tentando di innovare che esser perfetti a ricalcare

di Nü delle Storie

Il recensore

Recensire, per chi è anche autore, è un lavoro bellissimo. E non lo è solo per il fatto che si ha la possibilità di leggere opere interessanti e varie, ma soprattutto perché, analizzando anche cose meno buone, si impara a percepire con facilità crescente ciò che funziona e ciò che lo fa meno. Il punto è che si apprende dagli errori degli altri, limitando i propri e acquisendo una certa capacità di individuare, in maniera quasi statistica, dove gli errori sono più frequenti e quali elementi della narrazione sono più insidiosi. Fatevi dunque recensori, anche se in privato!

L’importanza di leggere

Niente viene dal niente. Il che non vuol dire che una certa predisposizione naturale o un certo talento non esistano, ma che vanno coltivati. E qual è il modo migliore di incrementare le proprie capacità creative? Scrivere, certamente, ma non solo. È indispensabile leggere, e leggere tanto. Detto così può sembrar banale, ma non lo è. Pensate se tutti coloro che scrivono, per lavoro o per passione, leggessero almeno un libro al mese! Di certo i risultati che ogni anno il mondo dell’editoria porta a casa sarebbero diversi, e i loro stessi libri avrebbero una possibilità esponenzialmente maggiore di raggiungere il grande pubblico. Ma questa è una considerazione prettamente utilitaristica. Dal punto di vista del miglioramento personale invece, leggere è comunque uno strumento insostituibile: permette di impratichirsi con stili che non sono familiari e confrontarsi con autori che presentano delle affinità con il proprio modo di produrre. Inoltre l’esperienza ci aiuta a comprendere cosa fa funzionare un testo che ci piace e cosa non va in un testo che non riesce ad appassionarci. Certo, si tratta di un’opinione che, come tale, non può prescindere da un certo grado di soggettività, ma credo che tutti vorremmo saper scrivere le cose che ci piace leggere! Ultimo, non per importanza, la lettura aumenta inevitabilmente la vastità del nostro lessico, condizione imprescindibile da ricercare per qualsiasi autore.

Copiare per diventare se stessi

Passiamo dalla teoria alla pratica.
Uno degli esercizi che vengono spesso proposti durante i corsi di scrittura creativa (la formazione, a onor del vero, non finisce mai!) riguarda proprio il copiare lo stile di un autore famoso a partire dall’incipit di una delle sue opere. Si tratta dunque di comprendere uno stile a partire da una ventina di righe e cercare di riproporlo per una paginetta o due. Tutt’altro che semplice, eppure incredibilmente utile per interiorizzare gli elementi che differenziano vari stili di scrittura. Provare per credere.
Questo esercizio dovrebbe tuttavia essere un po’ come le brutte dei temi al liceo. Da buttare via alla fine.

“First draft is shit” e l’artigiano della scrittura

Sì, lo so, ho detto una parolaccia, ma ho una buona scusa: questa frase, detta da un professore, ha costituito per me e spero possa farlo per voi, un duplice punto di svolta:
  1. ha contribuito a farmi superare quell’ansia da pagina bianca comune a tanti scrittori, dettata spesso dalla ricerca spasmodica della perfezione unita ad un livello di autocritica alla Signorina Rottermeier.  (Lontani, lontani da questo genere di scrittori! Vi subisseranno di “Com’è? Ti piace? Ma dici se questa parola va bene? Ma non è che questa virgola muta la musicalità della frase?” VADE RETRO!);
  2. mi ha consentito di giustificare ogni cosa che scrivo (e che eventualmente tengo per me), nella considerazione che alla fine la prima bozza è solo la prima bozza, ed il suo valore non deve necessariamente essere predittivo di quello del prodotto finito. Non c’è limite alla possibilità di creare “first draft”. E non bisogna aver paura di cliccare “delete”, se necessario.
Quanto detto implica anche qualcos’altro:  non dobbiamo temere di apportare tutte le correzioni necessarie a fare della nostra opera una grande opera. Lo scrittore è molto più simile all’artigiano che al filosofo. Come il falegname intaglia il legno con pazienza per ricavarne un pezzo unico, così chi scrive dovrebbe applicarsi alla rifinitura dei propri prodotti letterari.

La conoscenza dei modelli

Mi scuso a questo punto con gli scrittori di narrativa, ma sento di dovermi rivolgere in primo luogo ai poeti (vi voglio bene, tenetelo a mente!).
Lo so, la teoria è una brutta cosa, soprattutto quando hai poco tempo, sei stanco, non scrivi da professionista ma ritagliandoti pochi momenti che devi sottrarre ad altre occupazioni, magari alla famiglia, o cercando di conciliare le cose, scrivendo sull’isola della cucina mentre prepari da mangiare ai i tuoi figli i quali, nel frattempo, mettono a ferro e fuoco la casa. Storie di vita vissuta.
Ma la teoria è importante. Imparare a usare gli schemi classici è importante, non solo per imparare a fare poesia in generale, ma per poter essere innovativi, per andare oltre. Picasso non avrebbe potuto applicarsi al cubismo se non avesse padroneggiato le tecniche classiche del disegno. Chiunque voglia superare i grandi del passato deve conoscere a fondo le tecniche che li hanno resi tali. Provate a scrivere in endecasillabi, rispettate gli accenti, e vedrete che ne guadagnerà tutta la vostra produzione in versi liberi!

Far schifo da soli e andare oltre

Una volta che lo scrittore ha imparato ad imitare lo stile degli altri e ha acquisito consapevolezza circa le regole, o anche circa l’effetto dell’assenza di regole nella scrittura, deve lasciare la mano rassicurante dei grandi per seguire il proprio cammino. È proprio necessario, credetemi. Mi è capitato una quantità infinita di volte di leggere materiale che in fondo non era male, ma che sembrava una copia sottratta ad altro autore dal nome più noto. È spiacevole e svilisce il lavoro di chi scrive e di chi legge. Voi acquistereste mai la silloge di un poeta che scrive magnificamente uguale uguale a Baudelaire? Io personalmente no. Andrei piuttosto a riesumare dalla libreria “I fiori del male”.
In mezzo ad un mare di scrittori e ben pochi lettori quello che fa premio è l’essere diversi dagli altri, nei temi, nei modi o in tutti e due. Ed è comunque encomiabile riuscire a trovare una propria voce quando tutto sembra già essere stato detto o fatto. Siate originali, siate voi! E ricordatevi che in fondo ha molte più probabilità di essere pubblicato un prodotto originale e con una visione chiara alla base, anche se divide la critica, che un’opera di imitazione. A meno di non ricorrere al self publishing o a coloro che vogliono spillarci soldi per veder pubblicato il nostro libro.

One Comment

  1. Paola

    Complimenti per questo articolo che condivido totalmente, soprattutto nella parte riguardante la necessità di crearsi uno stile personale, dopo aver letto e rielaborato testi di autori importanti.
    La tecnica poi non è un optional; non basta il cuore se la scrittura è scorretta e il lessico povero!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *