Breve storia di un muro che voleva essere una montagna e viceversa – Corto

muro

Quel muro che eressero a Berlino per dividere il mondo tra buoni e cattivi e viceversa, ad un certo punto della storia volle cadere.
Certo, fu lui a voler cadere non gli uomini ad abbatterlo, gli uomini presero solo coscienza delle sue intenzioni ed iniziarono a spingerlo e batterlo chi da un lato, chi dall’altro.
Volle cadere perché non si capiva più chi fosse il buono e chi fosse il cattivo, volle cadere perché chi lo aveva eretto capì che sì, forse dall’altra parte avevano pur sbagliato qualcosa ma ci vogliamo voler bene come prima?
La cosa buffa era che il muro aveva una doppia faccia, ad est guardava in cagnesco gli orientali, ad ovest guardava in cagnesco gli occidentali, ed ogni faccia era stata innalzata dall’una o l’altra fazione. Nel centro però pulsava d’amore che era un bene, aveva anche un buon odore, come il ciambellone bruciato di mia madre, fuori tutto nero ma dentro se lo tagliavi, un profumo di uova battute con lo zucchero che faceva dimenticare quella brutta faccia fuori.
Proprio questo pulsare ed odorare che proveniva dal ripieno, fece si che entrambi i popoli divisi iniziarono a distruggerlo ed a mangiarlo, con commovente soddisfazione nello spartire la fetta col compagno dell’altro lato.
I muri si sa come si costruiscono si abbattono, “io batto di qua, tu batti di là!” altrimenti non son muri, son montagne e le montagne esistono da prima di noi.

Corto

 

Fotografia: Erik Bosio

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