L’agnello e la iena, ovvero la trasformazione dell’autore davanti alle critiche

la iena

LA IENA“, Luca Crocicchi, olio su tela 

 

Dalla scrivania al palcoscenico il passo è breve
La scrittura, considerata in quanto mero atto fisico dello scrivere, è all’origine un atto privato. Possiamo essere tutti fan di noi stessi, celebratori della nostra bravura, senza confrontarci con il resto del mondo. E può starci bene così. Non saremmo certo meno scrittori di tanti altri che pubblicano. Quando però pubblichiamo, proprio a quel punto, decidiamo (di tentare) di calcare il palcoscenico della celebrità.

“The world is a stage”
Siamo come gli attori di teatro che, una volta sollevato il sipario, si trovano davanti ad un pubblico più o meno ben disposto, più o meno critico. Ad occupare le poltrone ci saranno allora alcuni esperti, pronti a cogliere le finezze dell’interpretazione, molti amatori, interessati all’intrattenimento, alla godibilità dello spettacolo e una serie di persone capitate lì per caso che comunque, al termine della rappresentazione, non avranno timore ad esprimere la propria opinione, infischiandosene di non avere competenze e titoli. E meno male!
Ovviamente non possiamo dimenticare l’accozzaglia del Loggione, che noi tanto amiamo.

La bolgia della notorietà
Lo scrittore a questo punto ha pubblicato, entrando di fatto nella schiera degli attori che scalcia, sgomita, suda forte per guadagnarsi la tanto agognata notorietà. C’è del male in questo? Assolutamente no! Nessuno pubblicherebbe se non fosse convinto di avere qualcosa da dire al mondo, un messaggio innovativo o un modo innovativo per veicolare messaggi tradizionali. E allora il male dove risiede? Non nel narcisismo latente che da che mondo è mondo ha animato artisti di ogni genere e specie, se questo dubbio vi attanaglia.

Quanto si scrive, quanto si legge
È opportuno a questo punto fare un paio di considerazioni, guardando alle statistiche del 2016, dell’Agenzia Italiana Editori. Nel 2016 sono stati pubblicati, andiamo a braccio, più di 60.000 libri. Meraviglioso. Peccato che nello stesso anno qualcosa come il 57% della popolazione italiana, secondo le stesse statistiche, non abbia letto neanche un libro. Chi legge lo fa spendendo soldi (non pochi a meno di non ricorrere al formato E-book!) ma soprattutto tempo, che indubbiamente è una risorsa assai preziosa. Sarà libero di esprimere la propria opinione, dato che ci ha concesso la sua fiducia acquistando il nostro libro?

Ma veniamo a noi…
A questo punto spetta a voi, cari lettori e scrittori, l’onere di lenire le nostre pene di recensori! Recensire non è mai facile. Chi lo fa esprime il proprio parere rispetto ad una varietà di elementi dell’opera che spaziano dalla correttezza grammaticale, oggettiva, ai temi, ai dialoghi, allo stile ecc. elementi che non possono non tener conto del gusto personale. Dunque siamo nella sfera dell’opinabile. Per questo motivo noi, come staff del Loggione, abbiamo deciso di pubblicare solo recensioni di quei libri che ci hanno fortemente convinti. Recensioni positive dunque, che non mancano tuttavia di sottolineare eventuali piccole sbavature, se presenti. Ci facciamo pagare per questo? No, altrimenti saremmo costretti a scrivere fantastiche recensioni a chiunque, perdendo di credibilità.
E qui vi voglio! Come fare con l’autore che non ha passato la prova? Potremmo fare come fanno tanti altri, adottando semplicemente la tecnica del silenzio rigetto (ci scusino i giuristi!) ma, da gente dell’ambiente, ci sembrerebbe poco carino e per nulla produttivo.
Abbiamo optato quindi per l’ipotesi B: comunicare all’autore, privatamente, che, nostro malgrado, la sua opera presenta alcuni elementi che non ci permettono di scriverne una recensione positiva. Ed è qui che l’autore, troppe volte, si fa iena! E risponde (riportiamo un esempio reale!) così:

“Gentili illuminati
perdonatemi per aver le vostre menti privato di momenti e simposi migliori. Grazie per non darmi cattiva luce, la mia anima ve ne sarà grata.”

Cosa fa allora il disperato, incompreso, recensore? Chiede all’autore se preferisce ricevere ugualmente una recensione, seppur non positiva. Ed è a questo punto che la cosa si fa interessante: SILENZIO.

 

Post scriptum: vogliamo ringraziare tutti quegli autori che ci hanno dato fiducia fino ad oggi, contribuendo con le loro opere a rendere Il Loggione Letterario un luogo di elezione per la condivisione della cultura.

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