Il segreto di Alvise

Il segreto di Alvise - Annarosa ToninIl segreto di Alvise

di Annarosa Tonin

 

Ettore, personaggio enigmatico, fotografo naturalista da quel che si dice, personaggio in cerca d’autore per quel che si evince, sconta una pena per omicidio in un istituto detentivo, costretto alla prossimità con esseri umani che mai potranno condividere la sua angoscia.  Omicida, dicono alcuni, uomo fedele al suo sangue, direbbe lui. Perché Peonia, questo il soprannome che gli affibbiano presto in carcere, sente di aver, seppur parzialmente, portato a termine la missione assegnatagli dall’amato fratello Alvise: ucciderlo nella bellezza prima che la malattia facesse appassire il suo corpo, quel corpo consacrato, in vita, all’immortale magnificenza dell’arte della recitazione. L’intervento prematuro delle Autorità tuttavia impedisce al protagonista di portare a compimento quel piano che sembrava perfetto: togliersi la vita dopo aver ucciso il fratello e ricongiungersi così a lui nell’infinito. Un’intromissione imperdonabile quella della mano che non permette ai due fratelli di riunirsi. Ettore si trova così rinchiuso nel suo personale Purgatorio, scisso tra l’esigenza di raccontare agli altri, rivivere e spiegare a se stesso quanto ha vissuto e l’impossibilità di confrontarsi con chi costituisce la parte vivente, residua, di quanto accaduto. È la ragazza di Parigi che manca all’appello, quella Iris che è stata il grande amore di Alvise, il suo naturale completamento, e che non crede neanche lontanamente alla buona fede dell’omicida. Quando la donna fa infine la sua comparsa nell’istituto in cui Peonia è rinchiuso quel dramma che entrambi hanno vissuto si scinde, si scompone e si scontra in una guerra civile. La morte è speranza per Peonia, la speranza è morta per Iris, che vomita il suo disprezzo per il fratello sbagliato che sopravvive e che invece dovrebbe essere morto.
Dov’è la verità? Peonia ha ucciso Alvise per spegnere la sua luce, per annientare quel fratello che non potrà mai eguagliare? O è la compassione, l’estremo tentativo di lealtà alla titanica personalità del fratello maggiore, che ha guidato le sue mani?
Nel romanzoIl segreto di Alvise Annarosa Tonin scandaglia gli abissi della psiche umana in un viaggio quasi schizofrenico tra amore assoluto e verità relative, ripercorrendo con maestria l’andamento discontinuo dell’agire dei personaggi, allungandosi talvolta per poi mozzarsi davanti al dubbio. Le vicende narrate hanno un che di voyeristico: si ha l’impressione di potersi affacciare dietro le quinte dei processi mediatici all’indomani della condanna, di poter sbirciare ciò che allo spettatore è normalmente precluso. Lo troviamo invece vivo e pulsante nel romanzo della Tonin, un romanzo che tra pietà e rabbia lascia il lettore a fronteggiare l’impossibilità di rispondere alle domande che contano, nell’agghiacciante consapevolezza che sono le risposte di cui abbiamo più bisogno quelle che difficilmente riusciremo avere.

Edito da: Alba Edizioni

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