Del mare soltanto l’eco

del mare soltanto l'eco
Andando avanti con l’età ho maturato la consapevolezza che il destino esiste: beffardo a volte, ironico altre, con un tempismo perfetto nella maggior parte dei casi. Ho preso in mano il romanzo di Barbara Carraresi a pochi giorni dalla morte di mia nonna, dopo aver scritto in un post, sul mio profilo Facebook, quanta amarezza sentissi dentro di me per non averle saputo fare le domande giuste e, di conseguenza, per aver lasciato volare via la sua storia insieme alla sua vita terrena. Che cosa ha a che fare questo con il libro di Barbara Carraresi? La risposta è facile: tutto. E lo capirete presto.

Del mare soltanto l’eco” narra del rapporto tra una nonna e la sua giovane nipote, ma è anche la storia di un mondo che non c’è più. Da un lato c’è Peppa Luisa che, nata nella magnifica Sardegna dei primi del Novecento, ha deciso di inseguire i suoi sogni trasferendosi con il marito toscano, ancora in giovane età, nel “continente”, convinta di essere destinata a ben altro che ad una vita da contadina. Dall’altro c’è Barbara che nel “continente” c’è nata e che, seppur ancora giovane, è spezzata dal dolore per la perdita dell’amore e con esso delle sue certezze. Il colloquio che viene portato avanti prima da Peppa Luisa con se stessa, poi direttamente con Barbara, rappresenta il bilancio di tutta una vita, il tentativo di dare un senso ad un’esistenza di patimenti che vuole essere esempio della necessità di guardare al presente, di godere dell’attimo anche in mezzo alle difficoltà, perché la felicità possiamo assaporarla solo così, per istanti.
L’opera di Barbara Carraresi parla di radici, di famiglia, di tradizioni che, dopo secoli di permanenza immutata, si dissolvono senza avere il tempo di essere sostituite, in un mondo in cui il cambiamento regna dittatorialmente come unica reale necessità per non restare indietro e in cui tuttavia aleggia un velo di inspiegabile nostalgia. Ma “Del mare soltanto l’eco” tratta anche del distacco, dei sogni giovanili, della convinzione che quello di cui abbiamo bisogno si trovi sempre lontano da noi, in un’ideale terra promessa raggiungibile solo mediante un taglio netto con il passato. Ci sono poi gli amori mai colti e subito perduti, quelli non corrisposti, la solitudine, i ricordi.

La Sardegna, in tutta la sua asprezza, diventa la cura dai mali di un’esistenza che non è stata all’altezza delle aspettative. I profumi del mirto e del cibo, i pascoli assolati, le persone rudi ma di cuore, la vita agreste si ergono come famiglia putativa che aspetta, senza rancori, il ritorno del figliol prodigo, abbagliato e tradito dalla ricerca di qualcosa “d’altro”. Peppa Luisa, indomabile ottantenne, ripercorre le vicende, anche dolorose, di una vita intera, affinché lo sforzo non sia stato vano, affinché i suoi ricordi possano vivere al di là della sua carne, costituendo un appiglio per Barbara, una base di partenza per il suo ritorno alla vita. E così una vita si spegne ed una rinasce, ristabilendo in qualche modo l’ordine naturale delle cose.

“La vita deve essere un giusto compromesso fra i rischi che ti propone il mare e le certezze che ti offre la terra. Questo compromesso si chiama saggezza. Il guaio è che purtroppo lo si trova quando ormai buona parte del viag- gio è compiuto. L’unico modo per non gettare al vento questo prezioso tesoro, frutto di fatica e sofferenza, è quel- lo di regalarlo a chi è più giovane di noi proprio come ha fatto mia madre con me e come io sto facendo ora con te.”

Barbara Carraresi dà voce a due personaggi completi e complessi, dietro le cui parole vediamo chiaramente picchi e abissi della condizione umana che è impossibile non condividere. Da Peppa Luisa, in maniera assolutamente convincente, trasuda la saggezza della vecchiaia, fatta di aneddoti e di riferimenti alle tradizioni, mentre la nipote è l’emblema delle emozioni amplificate, acute, tipiche dell’immaturità della giovinezza.
Libro appassionato, viscerale, tiene il lettore avvinto per curiosità verso un mondo che sembra ormai distante anni luce, un mondo di cui le relazioni umane, nel bene e nel male, erano il centro.
“Del mare soltanto l’eco” è allo stesso tempo un canto d’amore per una terra e un ex voto nei confronti di una nonna che è stata una donna eccezionale. Un libro godibilissimo e altrettanto profondo, le cui pagine volano rapide. E non mancano le lacrime, ve lo assicuro.

Edito da: Porto Seguro Editore

One Comment

  1. Barbara Carraresi

    Grazie per questa commovente e gratificante recensione. È impressionante come l’autore di questo commento abbia colto ogni sfumatura della mia anima e l’autenticità di ogni messaggio che volevo comunicare. Trattandosi del mio primo libro sono davvero felice per essere riuscita a regalare emozioni.

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